L’ADiC CHIEDE CHE SIA ESTESO IN TOSCANA IL COMODATO GRATUITO AGLI STUDENTI DEI LIBRI DI TESTO SCOLASTICI

COME SPENDERE SOLDI PUBBLICI CON LA CERTEZZA DI NON OTTENERE RISULTATI
16 Luglio 2020

LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLE REGIONALI DELLA TOSCANA

E’ pervenuta, allo sportello di Grosseto dell’associazione regionale ADiC una lettera di un genitore, con la quale ci viene segnalato un problema legato ai molti libri di testo che le famiglie, ogni anno sono costrette ad acquistare ma che, regolarmente, a fine scuola diventano oggetti ingombranti e non più utilizzabili (con spreco di carta).

Nessuna soluzione, dunque? Impossibile pensare un diverso metodo? 

Ci siamo guardati intorno, ed invece, di esempi virtuosi se ne trovano, eccome. La regione Valle d’Aosta, il Trentino, il Friuli  hanno adottato il sistema del comodato dei libri di testo a cura degli istituti scolastici. La giunta principale di Trento, con delibera n. 668 del 2018 ha previsto che i libri siano di proprietà delle scuole, che le conferiscono per ogni ordine e grado, in comodato gratuito agli studenti, a meno che le famiglie non dichiarino la volontà di non avvalersene, e con possibilità di riscatto al termine dell’anno scolastico a prezzo ridotto. 

“Soprattutto in questi ultimi mesi, in cui i cittadini hanno acuito il loro livello di incertezze, abbiamo sempre più segnalazioni legate agli aspetti economici familiari – riferisce l’avv. Paola Tamanti dello sportello di Grosseto – e questa ci sembra proprio una delle possibili, e volendo, semplici soluzioni, che dovrebbe essere presa in considerazione, visto l’aumento della disoccupazione e la forte crisi ambientale. Forse anche un’occasione per i candidati delle prossime elezioni regionali per dare un segnale di sensibilità che tenga conto dell’educazione civica, del contenimento degli sprechi e dell’aiuto a tutte le famiglie.

Di seguito la lettera pervenuta all’ADiC che l’associazione ha voluto rendere pubblica.

Libri, Pila, Educazione, Lettura

Spett.le  associazione ADiC,

Come ogni estate, le famiglie si trovano a fare i conti con l’ acquisto dei libri scolastici per i figli.

Nel mio caso, ho due figli  che hanno due anni di differenza fra loro, millesimo 2004 e 2006. Nel corso degli anni, mi sono ritrovata : tutti i libri della scuola primaria, ovviamente diversi, da smaltire. Inutile pensare di regalarli, poiché sono forniti gratuitamente dal MIUR, e non c’è modo di riciclarli. Vanno semplicemente buttati. Ogni genitore sa la mole esagerata di testi: addio al vecchio sussidiario, ed ecco comparire due o tre libri per materia, da italiano, matematica, inglese, religione. Con richieste da parte dei docenti di un corredo scolastico fatto di quadernoni per ogni materia – scienze, aritmetica, geometria, geografia, inglese, grammatica, poesia,  quaderni ad anelli, cartelline, album da disegno, e via alla fantasia più sfrenata, con un corredo degno di uno scienziato. Ma ancora non e niente, il bello quando si approda al ciclo successivo: con i libri complessivi, dovrebbero venire licenziati come geni. Almeno 3 per religione, 3 per tecnologia, 2 per musica, e poi 3 per scienze, 2 per matematica, inglese, seconda lingua due, oltre ad un bel numero di CD per lo più inutilizzati. Nel mio caso, MAI usato i testi di musica, preferendo saggiamente il docente affidarsi alle sue dispense, frutto della sua esperienza. MAI usati i supporti informatici per le lingue. A questo si è aggiunto che i miei figli, pur avendo frequentato lo stesso istituto e la stessa sezione  a due anni di distanza, hanno visto adottare testi diversi per quasi tutte le materie, con impossibilità di riuso .

Non mi dilungo oltre per il ciclo di secondo grado, perché il metodo non cambia. 

Che spreco di denaro e di risorse! Che vergogna! Che brutto esempio per i ragazzi danno ancora una volta gli adulti, incapaci di pensare ad un sistema che trasmetta rispetto per degli oggetti simbolici.

Pregherei l’associazione ADiC di portare questo problema  agli organi istituzionale preposti

Firmato