INTERVISTA AL REGISTA DEL CORTOMETRAGGIO SUI VELENI DELLA FARMOPLANT CHE SARA PRESENTATO A FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA IL 5 SETTEMBRE
11 Settembre 2019

Trasparenza, Salute dei cittadini e dei lavoratori o convenienze dei gestori?

Una Consigliera Regionale e Alfonso Baldi del Comitato dell’Associazione Acqua di Tutti si sono visti rifiutare dall’Autorità Idrica Toscana (AIT) la richiesta di accesso agli atti riguardante le mappe delle tubature in amianto presenti nel territorio gestito da Gaia spa.

Il Direttore Mazzei ha risposto che, in base al regolamento – istituito nel 2014 con un suo personale Decreto e modificato ben due volte, nel 2016 e nel 2017 – per motivi di “sicurezza” non si possono diffondere cartografie da cui si evinca la localizzazione degli impianti. Ma stiamo scherzando?

Considerato che per un precedente accesso agli atti, inoltrato da Medicina Democratica, si dispone e sono state rese pubbliche per Publiacqua spa tutte le mappe delle tubature in amianto, ciò significa che prima il Direttore ignorava le problematiche di sicurezza oppure che allo stato attuale è completamente schierato dalla parte dei gestori, tanto da impedire una puntuale informazione agli utenti.

Chiaramente gli impianti più sensibili e quindi maggiormente a rischio sono i potabilizzatori, perché intervenendo su quelli si potrebbe addirittura avvelenare parte dei cittadini toscani. Ora, la localizzazione degli impianti più grandi è conosciuta da tutti, basti pensare all’Anconella e a Mantignano; come pure di quelli medi: vedi potabilizzatore di Figline Valdarno, collocato addirittura in mezzo alle case e in prossimità di un centro commerciale.

Se è vero che gli impianti sono coperti da segreto per motivi di sicurezza e se qualche squilibrato volesse mettere in atto un sabotaggio, forse si muoverebbe su questa tipologia di impianti, non certo su quelli che servono una quota limitata di popolazione.

Inoltre la maggior parte degli impianti è priva di un qualsiasi controllo, nonostante i rischi paventati dal Direttore Mazzei: se qualcuno decidesse di entrare, lo potrebbe fare indisturbato.

Questi impianti utilizzano sostanze pericolose quali Alluminio, Ipoclorito e Biossido di Cloro. Ricordiamo cos’è successo con l’ipoclorito all’Anconella: sei dipendenti finiti in ospedale, oltre a numerosi casi meno gravi di intossicazione, in quella e in altre occasioni.

Per il biossido di cloro c’è addirittura rischio di esplosione, tanto che insieme a USB-Publiacqua è stata fatta una battaglia perché dal potabilizzatore di Figline Valdarno, appunto vicinissimo alle abitazioni, non venisse tolta tutta la maestranza, sostituendola con il telecontrollo.

E proseguendo, il Direttore AIT ha fatto approvare una carta dei servizi in cui si permette ai gestori di rendere pubblica solo una parte delle analisi effettuate, con cadenza semestrale. Sorge il dubbio che siano proprio i risultati peggiori e più compromettenti a restare celati. Ad esempio, in determinate zone lo sforamento dei parametri o l’avvicinarsi al limite avviene proprio per i residui della potabilizzazione (cloriti e trialometani). Chi ne è informato?

Oltre tutto i gestori non rispettano mai i tempi di pubblicazione delle analisi: sul sito di Publiacqua, per alcuni Comuni, sono ferme al secondo semestre 2018.

Evidentemente Mazzei è poco interessato a certi aspetti relativi alla “sicurezza” dei cittadini e dei lavoratori delle aziende idriche!

Quanto alla questione amianto, è impensabile che qualcuno si metta sulle strade pubbliche a smantellare tubature in amianto… Riteniamo allora che in caso di rottura, senza la totale sospensione del servizio, i cittadini debbano essere informati sul rischio di un aumento vertiginoso di fibre nell’acqua.

Ma soprattutto, dove sono finite le promesse di imporre ai gestori la completa sostituzione delle tubature in amianto? I Comitati e le Associazioni già da tempo hanno sollevato la questione, ma ad oggi gli interventi dei gestori sono stati più che rari. Certo, si deve procedere assicurando la massima protezione di chi lavora, ma resta inaccettabile tergiversare ancora, negando addirittura la possibilità di informarsi.

Il Direttore si appella dunque ad un’ipotetica e fantasmagorica sicurezza per trascurare in toto quella effettivamente legata alla salute della popolazione, dei lavoratori e dell’ambiente tutto.

Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana – Associazione Phoenix Cinematografica – Confederazione Cobas Toscana – Confederazione Unitaria di Base Toscana – Comitato Acqua alla gola – Comitato Acqua di tutti – Comitato Salute e Ambiente di Massa Carrara –  Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua – Medicina democratica Firenze – Medicina Democratica Toscana – Movimento Consumatori Nazionale – Movimento Consumatori Toscana – Unione Sindacale di Base (USB) Toscana