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Martedì 5 giugno, in una sala di Federchimica molto gremita, si è tenuto a Milano il convegno “Chimica, Moda e Salute”.

Sono intervenuti molti relatori che hanno affrontato, da più punti di vista, il tema delle filiere dell’abbigliamento e degli eventuali rischi da residui di sostanze chimiche nei processi lavorativi del tessile, che talvolta si riscontrano anche nei prodotti acquistati dal consumatore. Tutti hanno convenuto che i processi produttivi vadano affrontati in un’ottica di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Tra i relatori Clara Gonnelli, membro del Direttivo Nazionale del Movimento Consumatori e presidente della federata ADiC Toscana. “Da tempo ci stiamo occupando di queste complesse filiere e uno dei problemi principali – dichiara Gonnelli –  è rappresentato dal fatto che le etichette dei prodotti dell’abbigliamento in commercio, non sono sufficientemente trasparenti e non tracciano l’intero processo di filiera. Ad esempio, dalle stesse, non emergono i risvolti ambientali legati a produzioni nocive sia per l’uomo che per l’ambiente, oppure non appaiono gli aspetti connessi alla negazione dei diritti dei lavoratori (Salari mensili non dignitosi pari a 50 €  in Bangladesh,  a 175 in Cina, a 139 in Bulgaria ….), ma nemmeno viene espresso chiaramente il ciclo di vita del prodotto, come anche la dichiarazione ambientale di prodotto (EPD)…”.

 

Al convegno la nostra Associazione ha richiesto che si crei un ‘luogo’ di confronto tra gli attori di filiera, dal quale partire per lo sviluppo di un processo culturale integrato che promuova le economie sostenibili. Infatti – prosegue Gonnelli – soprattutto in un contesto globalizzato, è sempre più indispensabile che gli  studenti e la cittadinanza acquisiscano strumenti per orientarsi verso scelte sostenibili.

Anche il Presidente dell’Associazione Tessile e Salute, attiva da molti anni su queste tematiche Anche il Presidente dell’Associazione Tessile e Salute, attiva da molti anni su queste tematiche, sostiene che per difendere quelle nostre aziende (e l’occupazione) che negli anni hanno investito in sicurezza e sostenibilità ambientale, con  un controllo più serrato delle merci importate, è necessario che vi sia una maggiore consapevolezza da parte degli utenti finali. La nostra Associazione – dichiara il presidente di Tessile e Salute Franco Piunti –  ha come obbiettivo quello di mettere nello stesso tavolo tutti i portatori di interessi con il supporto di esperti, ad iniziare da quelli istituzionali, quali i Ministeri della Salute e dell’Ambiente, al fine di valutare la sostenibilità sociale ed ambientale in maniera interdisciplinare.

Il convegno è stato organizzato da: Istituto Superiore di Sanità, Accredia, Ministero della Salute, Associazione Tessile e Salute, con il patrocinio della Federazione Nazionale degli ordini dei chimici e dei fisici e con il supporto di Federchimica.